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HEXA

In questo articolo parleremo della storia di una delle stampatrici più importanti nel mondo del sapone: la stampatrice a sei facce. L'articolo che leggeranno parla di come Soaptec ha reso migliore il progetto e la produttività di questo tipo di stampatrici.

 

24 Giugno 2011

Stampatrice a sei facce

La caratteristica forma cubica del sapone di “Marsiglia” è una delle più vecchie e tradizionali ancora presenti sul mercato. Come si faceva tradizionalmente, tutte le sei facce (o almeno quattro) vengono incise riportando spesso, oltre al logo ed il nome del produttore, anche il contenuto del TFM come segno di qualità del prodotto.

Oltre ad essere ancora presente sui mercati europei, dov’è diventato simbolo di purezza e qualità, il sapone cubico si è anche imposto come forma predominante in tanti Paesi africani.

Hexa 5.0 è la più evoluta macchina in grado di produrre questo tipo di saponette.

La Storia

Il mercato tradizionalmente offriva due tipi di macchine per la produzione del denominato “sapone a sei facce” o “sapone cubico”: tutte e due progettualmente vecchie quasi quanto il prodotto stesso.

La prima era chiamata anche a “carciofo” e chiudeva lo stampo con una serie di leve. Questo concetto richiedeva una robustezza impressionante: così i costi di produzione di questa macchina divennero non compatibili con la profittabilità della produzione.

La seconda chiudeva lo stampo con un anello che riportava le camme praticate sul suo perimetro. Questo sistema era più vantaggioso ed offriva, per lo meno dal punto di vista concettuale, certi vantaggi in termini di risparmio delle forze. Comunque il carico e lo scarico del sapone dallo stampo venivano realizzati tramite il contatto sapone/sapone: un pezzo di sapone da stampare spingeva il pezzo appena stampato fuori dalla macchina. Ovviamente la qualità del sapone prodotto ne risentiva molto.

Inoltre i movimenti della macchina richiedevano le larghe aperture sui lati attraverso le quali si potevano vedere gli organi interni in movimento; il sapone entrava dentro della macchina e causava l’addensamento del olio con i conseguenti problemi di manutenzione e lubrificazione.

Nonostante tutti questi difetti e visto il prezzo vantaggioso rispetto alla concorrenza ed una relativa “semplicità” progettuale, la macchina divenne il principale mezzo di produzione di sapone a sei facce. Ci fu un tentativo dello stesso produttore di migliorare la macchina ma senza risultato convincente.

Col passar del tempo si sono sviluppate altre forme di sapone da bucato ed altri metodi di produzione: stampatrici a due facce, taglierine con rulli timbratori… la macchina a sei facce era lenta, relativamente costosa, difficile da usare e ancora più difficile da mantenere e produceva un prodotto relativamente mal fatto, provocando anche che la forma di sapone a sei facce venisse offerta sempre meno.

HEXA Soaptec

In questo contesto viene progettata la HEXA nei primi anni 2000 seguendo la filosofia Soaptec: affidabilità, flessibilità, ridotta manutenzione ed ergonomia.

Lo scopo di Soaptec era disegnare una macchina che producesse fino a 60 saponi/min e che lo facesse in modo che la qualità di sapone risultasse ottima. Ci riuscimmo.

Ecco come funziona una HEXA e quali sono le sue particolarità.